Settori di applicazione

Nella produzione vivaistica di piante orticole, come nelle piante da frutto, l’uso di inoculo micorrizico arbuscolare incrementa significativamente la crescita e la percentuale di sopravvivenza al trapianto di specie poco vigorose (es. peperone e melanzana) che si avvantaggiano dell’aumento della superficie radicale e del volume di terreno esplorato dalle radici.

La micorrizazione in vivaio permette di avere una pianta molto competitiva nella fase successiva di trapianto in pieno campo o in coltura protetta; infatti piante non inoculate impiegano almeno un mese per micorrizarsi con simbionti naturali, in questo tempo sono più limitate nell’assorbimento di elementi nutritivi e di acqua rispetto a piante già micorrizate.

Nella produzione vivaistica di piante da frutto l’uso di inoculo micorrizico arbuscolare incrementa la crescita e la percentuale di sopravvivenza al trapianto di quei portinnesti dotati di poca vigoria (che sono i più diffusi nella moderna frutticoltura) i quali si avvantaggiano dall’aumento della superficie e del volume di esplorazione delle radici.

Nella produzione vivaistica di piante ornamentali l’uso di inoculo micorrizico arbuscolare incrementa significativamente la percentuale di sopravvivenza al trapianto, la resistenza allo stress idrico e la crescita, in piante utilizzate per l’impianto di giardini (es. alberi ornamentali, rose, siepi, ecc.) coltivate con apporti regolari di fertilizzanti e di acqua. Le piante ornamentali micorrizate producono più fiori nel lungo periodo (petunie e tagetes).

La micorrizazione di tappeti erbosi incrementa la crescita, la resistenza alla siccità e riduce lo stress dovuto ai numerosi tagli. L’uso di inoculo micorrizico nei tappeti erbosi è giustificato dal fatto che la presenza di inoculo naturale è scarsa a causa nel substrato di crescita utilizzato nei primi centimetri del profilo del terreno (es. torba + sabbia, substrati vari, terreno di riporto).

L’inoculo di micorrize arbuscolari in terreni agrari su colture di tipo estensivo (es. mais, grano, medica) incrementa in maniera significativa la crescita se localizzato sulla fila alla semina. L’efficacia risulta ridotta se la distribuzione viene fatta a pieno campo perché queste piante si micorrizano in maniera naturale con simbionti selvaggi presenti nei terreni agrari. La micorriza è stimolata e attratta dagli essudati radicali in condizioni adeguate (corretta umidità del terreno, moderata fertilità del suolo, buona aerazione). La colonizzazione avviene in circa 2 – 3 settimane.

Avvenuta la micorrizazione della pianta la simbiosi dura quanto la vita del vegetale sempre che il suolo non venga trattato con prodotti tossici per il fungo o non venga fertilizzato in maniera eccessiva per più anni.

Il tempo richiesto per colonizzare l’apparato radicale dipende:

1) dalla possibilità di localizzare la spora del fungo in prossimità delle radici della pianta;

2) dalla forma dell’inoculo (l’inoculo fatto con il micelio richiede minor tempo rispetto a quello fatto con le spore);

3) dall’età dell’inoculo.