Micorrize arbuscolari

Le Endomicorrize possono essere suddivise in cinque sottogruppi. Nel tipo più comune (le Micorrize vescicoloarbuscolari dette anche VAM) il fungo, che cresce nel terreno, penetra nelle cellule radicali dove forma strutture ramificate (arbuscoli).

E’ negli arbuscoli che avvengono gli scambi nutrizionali: il fungo assorbe gli elementi nutritivi dal terreno , in particolare il fosforo, il potassio ed alcuni microelementi, e li cede alla pianta per riceverne in cambio linfa elaborata.

La formazione di micorrize conferisce alla pianta una maggiore capacità di assorbimento dell’acqua e la protezione dall’attacco di alcuni patogeni radicali. La somma di questi effetti garantisce una crescita migliore nelle piante micorrizate.

Queste micorrize sono in grado di riprodursi solamente quando entrano in simbiosi con le piante.

Per la propagazione quindi si utilizzano “piante trappola” dalle quali sono estratti micelio e spore.

E’ possibile isolare le spore ma solo con un delicato processo di filtrazione. Le spore delle endomicorrize sono di grandi dimensioni quindi non possono penetrare nel suolo con l’acqua, come accade invece per le ectomicorrize, ma devono essere miscelate al substrato di coltivazione affinché possano espletare la loro azione.

Il micelio, affinché manifesti la sua azione “micorrizante” sulle piante, dev’essere inoculato ancora fresco e vitale. La limitata possibilità di conservare il micelio per lunghi periodi (da 6 –8 mesi, max 18 mesi se conservato al freddo o fissato e stabilizzato) riduce l’interesse alla commercializzazione dell’inoculo e fa sì che l’enorme potenzialità della micorrizazione delle piante ortive passi in secondo piano rispetto agli interessi economici.