Alberi

Impianti Forestali

Molto spesso gli impianti forestali artificiali hanno gravi insuccessi per questi motivi: nel terreno mancano i miceli di quei funghi che dovrebbero instaurare con le piante il rapporto di simbiosi. Le piante non micorrizate, oltre a ricevere una quantità di soluzioni saline molto inferiore, sono anche assai più suscettibili agli attacchi di parassiti. I vantaggi delle micorrize negli impianti forestali sono: aumento del volume di suolo esplorato; aumento sino a 1000 volte della superficie di assorbimento; maggior disponibilità di acqua e nutrienti per l’estensione del volume di suolo accessibile e per l’utilizzo di forme altrimenti non disponibili per la pianta; maggiore assorbimento di fosforo, N e K e di micronutrienti (Zn, Cu, B); protezione da funghi e nematodi parassiti e miglior stato fitosanitario; maggior velocità  di crescita; maggior resistenza a stress idrici e siccità.

 Nuovi impianti ornamentali

La micorrizazione in vivaio permette di avere una pianta molto competitiva nella fase successiva di trapianto in pieno campo o in coltura protetta; infatti piante non inoculate impiegano almeno un mese per micorrizarsi con simbionti naturali, in questo tempo sono più limitate nell’assorbimento di elementi nutritivi e di acqua rispetto a piante già micorrizate.

Nella produzione vivaistica di piante da frutto l’uso di inoculo micorrizico arbuscolare incrementa la crescita e la percentuale di sopravvivenza al trapianto di quei portinnesti dotati di poca vigoria (che sono i più diffusi nella moderna frutticoltura) i quali si avvantaggiano dall’aumento della superficie e del volume di esplorazione delle radici.

Nella produzione vivaistica di piante ornamentali l’uso di inoculo micorrizico arbuscolare incrementa significativamente la percentuale di sopravvivenza al trapianto, la resistenza allo stress idrico e la crescita, in piante utilizzate per l’impianto di giardini (es. alberi ornamentali, rose, siepi, ecc.) coltivate con apporti regolari di fertilizzanti e di acqua.

Le piante ornamentali micorrizate producono più fiori nel lungo periodo.

Alberi maturi

Gli alberi presenti nelle aree urbane crescono in condizioni difficili a causa di molti fattori, primo fra tutti le caratteristiche del terreno. Il contributo alla formazione e stabilità della struttura del suolo da parte della componente microbica della rizosfera (in particolare batteri e funghi saprofiti/micorrizici) è stato frequentemente dimostrato (Miller e Jastrow, 2000). Le particelle del suolo sono tenute insieme in aggregati formando macropori. Le ife di alcuni funghi terricoli possono penetrare nel suolo molto più intensamente che non le radici delle piante, dato che il loro diametro è inferiore a quello dei peli radicali. I funghi, quindi, accedono ad un volume maggiore di spazi interstiziali, conferendo una maggiore stabilità agli aggregati del suolo e aumentando fino a cinquanta volte la superficie di assorbimento della radice (Miller and Jastrow, 1990). È stato dimostrato, inoltre, che la formazione delle micorrize induce nella pianta una resistenza di tipo sistemico, probabilmente attraverso un condizionamento anticipato dell’ospite, definito “priming”, che attiva i tessuti rendendoli più pronti a rispondere all’attacco di un patogeno (Pozo e Azcón-Aguilar, 2007).

Alberi danneggiati

E’ noto che gli scavi in prossimità degli apparati radicali possono creare problemi di varia natura all’albero: le radici degli alberi assicurano, infatti, funzioni essenziali riguardo all’ancoraggio al suolo, l’immagazzinamento di sostanze nutritive, l’assorbimento di acqua e sali minerali ed il loro trasporto. I danneggiamenti alle radici a seguito di scavi o altre manomissioni possono essere di diversa entità, variabili dalla distanza dal fusto e dalla distribuzione spaziale dell’apparato radicale. Ad esempio, nel caso vengano mutilate o lesionate prevalentemente radici di piccole dimensioni (funzione assorbente), la pianta soffrirà uno stress fisiologico, più o meno grave, a causa del ridotto approvvigionamento idrico e nutrizionale. La prevenzione rappresenta in questo campo il metodo più efficace su cui impostare i programmi volti alla conservazione e sviluppo del patrimonio arboreo. Evitando i traumi e le ferite è possibile mantenere sane e integre le alberate, riducendo al minimo gli oneri manutentivi. L’inoculo con micorrize di piante danneggiate incrementa la capacità di ripresa dell’apparato radicale, favorendone l’aumento della massa e la resistenza a vari fattori, come gli stress, idrico e da temperature elevate, e il freddo. Eseguendo l’intervento con palo iniettore si effettuerà anche una aereazione del terreno, diminuendo così la compattazione del suolo e favorendo i flussi di acqua ed elementi gassosi tra atmosfera ed ambiente tellurico, così da consentire un più regolare svolgimento dei processi fisiologici degli alberi.